28 dicembre 2019

Il Complesso monumentale di Sant'Ignazio a Genova.





Nei giorni scorsi sono stata a  Genova per assistere alla presentazione del libro del dott. Roberto Santamaria , funzionario archivista dell'Archivio di Stato di Genova, libro dedicato proprio alla sede dell'Istituto.
L'Archivio di Stato di Genova infatti dal 2004 ha sede a Carignano, presso il complesso monumentale di Sant'Ignazio.  
Sono legata a questa realtà perché proprio all'Archivio di Stato di Genova , ho frequentato la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, due anni di studio molto impegnativi e stimolanti , conclusi con un esame di Stato,  articolato con due prove scritte e un esame orale.
Il libro di Santamaria mi ha svelato aspetti che ignoravo dell'edificio, a partire dal fatto che in origine era una villa nobiliare appartenente alla  famiglia genovese dei Franceschi e di questo periodo storico si sono conservate imporranti testimonianze, come i preziosi affreschi a tema classico-mitologivo dell artista Antonio Semino.
La fase gesuitica del complesso inizia formalmente nel 1660 e le piantine e i documenti notarili che attestano le vicende strutturali del noviziato sono tratte proprio dagli antichi fondi archivistici che appartengono all'Archivio di Stato di Genova. Insomma l'Istituto di Carignano, non soltanto possiede un patrimonio archivistico straordinario, uno dei più prestigiosi d'Iralia, ma è anche esso stesso un bene culturale!
Certo una sede antica, quantunque prestigiosa pone dei problemi di gestione  più complessi rispetto ad un edificio moderno, progettato proprio per essere un istituto archivistico, lo sanno bene gli addetti ai lavori, ovvero gli esperti di archivioeconomia.
Anche solo la stessa gestione degli spazi adibiti a deposito è sicuramente ottimizzata in un edificio che nasce per uno scopo determinato, rispetto a uno che è "riadattato", come appunto il complesso di Carignano, basti pensare ad esempio dei costi delle  utenze, dell'accesso ai disabili, delle pulizie, etc.
Per non parlare dei depositi veri e propri, spesso gli edifici monumentali, non solo gli archivi, ma anche i musei ovviamente,  comportano molta dispersione di spazi, perché hanno locali assimetrici, quindi i mq di spazio non sono tutti funzionali per essere occupati ad esempio da scaffali,  cassettiere, o comunque per essere adibiti all'esposizione.


31 ottobre 2019

Paz e le altre Matite di vinile

Mi chiedo spesso che ritorni in termini di visibilità abbiano i portali del Mibact, nel senso che a fronte di un'ampia offerta divulgativa, ho i miei dubbi che il grande pubblico sia al corrente di tale disponibilità di risorse culturali.
Cosa sia l'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi lo possiamo leggere direttamente da sito,  ma per  brevità direi che è l'Istituto che raccoglie, conserva e valorizza la memoria sonora e audiovisiva nazionale.
Sinceramente sono arrivata al sito casualmente, ovvero dal portale Canzone italiana, dove ero finita sempre per caso,per cercare una canzone di Alberto Fortis. Una catena fortuita insomma, che non rende giustizia a questi strumenti di diffusione culturale, che dovrebbero essere un riferimento immediato per chi fa ricerche in materia di audiovisivi e opere sonore!
E così curiosando tra le attività dell'ICBSA - ah, gli acronimi del Mibact! - ho trovato la memoria della mostra disco - grafica Matite di Vinile del 2008-2009, dedicata alle copertine dei dischi disegnate da celebri disegnatori  italiani.
Ve lo ricordate quel periodo nel quale quando un cantante faceva un disco, o meglio un LP, la copertina era anch'essa oggetto di valutazione e non poteva essere lasciata al caso, ma diventava un po'come l'identità di quel disco?!
E lì, in quello che è definito museo virtuale , insieme a quelle di altri grandi maestri della matita, da Manara a Crepax per dire, mi sono letteralmente commossa a vedere, anzi rivedere le surreali e indimenticabili copertine che disegnò Paz!

Istituto Centrali Beni Sonori e Audiovisivi
ICBSA - Museo virtuale
Matite di Vinile
Matite di Vinile - Andrea Pazienza


9 ottobre 2019

Torna la "Domenica di carta". E il Turismo.

Al dicastero dei beni culturali è tornato Dario Franceschini e l'atmosfera è cambiata: in base alla mia esperienza riconosco che durante sua guida, sotto i governi Renzi e Gentiloni, si registrò un forte impegno promozionale attraverso i social, che ha posto all'attenzione del grande pubblico novità quali le domeniche al museo, l'art bonus, i super direttori stranieri e la liberalizzazione delle fotografie eseguite con gli smartphone.
Per altro con Franceschini il  MIBACT riprende le prerogative sul Turismo, che aveva assunto per decreto fin dal 2013, se non che durante la reggenza di Boninsoli, queste funzioni furono trasferite al dicastero per l'Agricoltura, suscitando non poche perplessità.
Ho l'impressione che il ritorno di Franceschini abbia rilanciato l'anima social del MIBAC - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo- anche se sarebbe opportuno che oltre ai musei, venisse dato maggior impulso anche agli archivi.
Intanto arriva puntuale anche quest'anno la Domenica di carta, una giornata di apertura straordinaria per archivi e biblioteche in calendario per il 13 ottobre 2019 .
Il programma? Ma c'è di tutto! Da un capo all'altro di Italia, come cantava la Carrà, da Trieste in giù, mostre di documenti inediti, commedie in dialetto, concerti, ricerche genealogiche, tantissime iniziative per dilettare gli appassionati di storia e soprattutto per avvicinare il mondo degli archivi a chi proprio non li conosce!
L'elenco completo, Regione per Regione : qui!