17 febbraio 2018

Il mio bisnonno Ottavio era un ragazzo del '99

La più importante  risorsa digitale per la memoria della Grande Guerra  è senza dubbio il portale 14-18 curato e diretto dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico ,alla cui realizzazione hanno contribuito numerose realtà culturali, da un capo all'altro del Paese.
Data la ricchezza dei contenuti, spero che il progetto stia riscontando la visibilità che merita, quantunque a tale proposito nutro qualche dubbio, vista la debolezza del MiBACT nel promuovere le risorse archivistiche disponibili in rete.
Il portale dunque presenta contenuti digitali relativi a album fotografici, libri, opuscoli, materiale di propaganda, diari, cartoline, manifesti e molto altro ancora.
Chiaramente una tale abbondanza di fonti storiche può fare la felicità degli studiosi, però anche curiosare un po'a naso come ho fatto io è davvero interessante, magari digitando nella funzione di ricerca un toponimo o un nominativo. Certo l'accesso alle fonti manoscritte come i diari, almeno in alcuni casi andrebbe accompagnato da una trascrizione, altrimenti credo che difficilmente possano essere compresi!
In ogni caso di tratta di un progetto destinato ad essere ulteriormente ampliato, anche attraverso ulteriori collaborazioni e la partecipazione a  Europeana 1914 -1918   , l'infrastruttura che raccoglie la memoria digitale sulla Grande Guerra prodotta dai vari Paesi d'Europa.

Link

10 commenti:

  1. io ho avuto un padre del '26 che ha fatto la II Guerra Mondiale e di cui ho scritto spesso nei miei blog, riportando anche quello che lui mi disse della sua campagna d'Albania, Grcia e Africa

    RispondiElimina
  2. Lodevole progetto e di sicuro interesse per gli studiosi.

    RispondiElimina
  3. Anche mio nonno Silio Guerrieri, ricordo aveva una cornice col diploma di Cavaliere di Vittorio Veneto.

    Considerato che molti storici considerano la Grande Guerra come l'ultima delle guerre d'indipendenza e che quindi avrebbe avuto funzione fondamentale nel realizzare l'Italia come Nazione e Stato, direi che nel momento un cui le "cariche istituzionali" lavorano indefessamente per abbattere l'Italia Nazione e per subordinare lo Stato al rango di entità amministrativa locale di una qualche entità sovranazionale e sovrastatale, commemorare i reduci della Grande Guerra ha sempre meno senso.

    Cosi come ricordare i reduci della guerra successiva è operazione rischiosa perché si potrebbe notare come nell'Italia del Ventennio non esistesse di fatto alcuna opposizione al Regime, anzi, che godesse di consenso universale da parte degli Italiani e che lo "antifascismo" non solo si manifestò a Fascismo finito ma che la "Resistenza" divenne eroica solo nell'immediata prossimità dell'invasore alleato.

    RispondiElimina
  4. @Ennio fai bene a scrivere, forse potresti fare anche un libro in modo da valorizzare la memoria di quanto hai appreso!

    RispondiElimina
  5. Grazie per avermi permesso di curiosare...

    RispondiElimina
  6. Molto interessante, non lo conoscevo. Grazie!

    RispondiElimina
  7. mio nonno materno credo abbia disertato nella seconda guerra mondiale

    RispondiElimina
  8. Un bel progetto, da diffondere e valorizzare.
    Buona serata.

    RispondiElimina
  9. Progetto interessante, non sapevo della sua esistenza.

    RispondiElimina

Domenica di Carta 2018