4 novembre 2021

Il Milite Ignoto

Segnalo la bellissima  iniziativa del MiC  - Ministero della Cultura, dedicata al Milite Ignoto .


Il Centenario dell'evento suggerisce un'iniziativa che è lontana dai nostri valori odierni, è un passato che abbiamo dimenticato, perchè povero, anonimo, più spesso perdente dal punto di vista individuale, anche quando la sua morte è servita a strappare una vittoria per la Nazione.
Il Milite Ignoto era il figlio su quale la famiglia riponeva le attese per il lavoro nei campi. È il padre che non ha visto crescere i suoi figli. Era il bambino che non ha mai avuto un paio di scarpe, mandato in trincea con degli scarponi di cartone.
Gli siamo tutti debitori del Milite Ignoto!

25 febbraio 2020

MiBACT - bando per 500 operatori

Temo che l'epidemia da coronavirus faccia passare sottovoce cose importanti nei vari ambiti del quotidiano, quale ad esempio la ricerca di un impiego. Segnalo dunque che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha emanato un bando per l'assunzione a tempo indeterminato di ben 500 operatori alla vigilanza, figure che in massima parte andranno a lavorare in musei, aree archeologiche, ma anche archivi di Stato e biblioteche.
Si tratta di una selezione non di natura concorsuale, ma viene fatta attraverso i Centri dell'Impiego e come titolo di studio è sufficiente il diploma di scuola media inferiore.
Il bando è uscito lo scorso sabato, quindi i CPI non sono ancora preparati ad attuare il processo, tanto meno lo sono gli sportelli sindacali della Funzione Pubblica.
Il mio consiglio a chi fosse interessato è di chiedere informazioni a breve presso i CPI e se qualcosa non è chiaro, recarsi a un patronato, a uno sportello per i disoccupati o a una sede della Funzione Pubblica.
Una cosa che vorrei si chiarisse ad esempio, dato che nella provincia dove vivo - Massa Carrara -  non è previsto alcun posto, se nondimeno un disoccupato residente qua può avere accesso al bando presso per i posti a Pisa o a Lucca.
Per il testo del bando segnalo questo link, la prima parte è un comunicato sindacale (sul corona virus!), sotto al quale ci sono tre allegati , il bando vero e proprio è G.U. n. 15 21-2-2020, un altro allegato si chiama Comunicato  bando 500 operatori, ed è una nota della CGil -Funzione Pubblica circa le modalità di assunzione trsmite i CPI.

28 dicembre 2019

Il Complesso monumentale di Sant'Ignazio a Genova.





Nei giorni scorsi sono stata a  Genova per assistere alla presentazione del libro del dott. Roberto Santamaria , funzionario archivista dell'Archivio di Stato di Genova, libro dedicato proprio alla sede dell'Istituto.
L'Archivio di Stato di Genova infatti dal 2004 ha sede a Carignano, presso il complesso monumentale di Sant'Ignazio.  
Sono legata a questa realtà perché proprio all'Archivio di Stato di Genova , ho frequentato la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, due anni di studio molto impegnativi e stimolanti , conclusi con un esame di Stato,  articolato con due prove scritte e un esame orale.
Il libro di Santamaria mi ha svelato aspetti che ignoravo dell'edificio, a partire dal fatto che in origine era una villa nobiliare appartenente alla  famiglia genovese dei Franceschi e di questo periodo storico si sono conservate imporranti testimonianze, come i preziosi affreschi a tema classico-mitologivo dell artista Antonio Semino.
La fase gesuitica del complesso inizia formalmente nel 1660 e le piantine e i documenti notarili che attestano le vicende strutturali del noviziato sono tratte proprio dagli antichi fondi archivistici che appartengono all'Archivio di Stato di Genova. Insomma l'Istituto di Carignano, non soltanto possiede un patrimonio archivistico straordinario, uno dei più prestigiosi d'Iralia, ma è anche esso stesso un bene culturale!
Certo una sede antica, quantunque prestigiosa pone dei problemi di gestione  più complessi rispetto ad un edificio moderno, progettato proprio per essere un istituto archivistico, lo sanno bene gli addetti ai lavori, ovvero gli esperti di archivioeconomia.
Anche solo la stessa gestione degli spazi adibiti a deposito è sicuramente ottimizzata in un edificio che nasce per uno scopo determinato, rispetto a uno che è "riadattato", come appunto il complesso di Carignano, basti pensare ad esempio dei costi delle  utenze, dell'accesso ai disabili, delle pulizie, etc.
Per non parlare dei depositi veri e propri, spesso gli edifici monumentali, non solo gli archivi, ma anche i musei ovviamente,  comportano molta dispersione di spazi, perché hanno locali assimetrici, quindi i mq di spazio non sono tutti funzionali per essere occupati ad esempio da scaffali,  cassettiere, o comunque per essere adibiti all'esposizione.


31 ottobre 2019

Paz e le altre Matite di vinile

Mi chiedo spesso che ritorni in termini di visibilità abbiano i portali del Mibact, nel senso che a fronte di un'ampia offerta divulgativa, ho i miei dubbi che il grande pubblico sia al corrente di tale disponibilità di risorse culturali.
Cosa sia l'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi lo possiamo leggere direttamente da sito,  ma per  brevità direi che è l'Istituto che raccoglie, conserva e valorizza la memoria sonora e audiovisiva nazionale.
Sinceramente sono arrivata al sito casualmente, ovvero dal portale Canzone italiana, dove ero finita sempre per caso,per cercare una canzone di Alberto Fortis. Una catena fortuita insomma, che non rende giustizia a questi strumenti di diffusione culturale, che dovrebbero essere un riferimento immediato per chi fa ricerche in materia di audiovisivi e opere sonore!
E così curiosando tra le attività dell'ICBSA - ah, gli acronimi del Mibact! - ho trovato la memoria della mostra disco - grafica Matite di Vinile del 2008-2009, dedicata alle copertine dei dischi disegnate da celebri disegnatori  italiani.
Ve lo ricordate quel periodo nel quale quando un cantante faceva un disco, o meglio un LP, la copertina era anch'essa oggetto di valutazione e non poteva essere lasciata al caso, ma diventava un po'come l'identità di quel disco?!
E lì, in quello che è definito museo virtuale , insieme a quelle di altri grandi maestri della matita, da Manara a Crepax per dire, mi sono letteralmente commossa a vedere, anzi rivedere le surreali e indimenticabili copertine che disegnò Paz!

Istituto Centrali Beni Sonori e Audiovisivi
ICBSA - Museo virtuale
Matite di Vinile
Matite di Vinile - Andrea Pazienza


9 ottobre 2019

Torna la "Domenica di carta". E il Turismo.

Al dicastero dei beni culturali è tornato Dario Franceschini e l'atmosfera è cambiata: in base alla mia esperienza riconosco che durante sua guida, sotto i governi Renzi e Gentiloni, si registrò un forte impegno promozionale attraverso i social, che ha posto all'attenzione del grande pubblico novità quali le domeniche al museo, l'art bonus, i super direttori stranieri e la liberalizzazione delle fotografie eseguite con gli smartphone.
Per altro con Franceschini il  MIBACT riprende le prerogative sul Turismo, che aveva assunto per decreto fin dal 2013, se non che durante la reggenza di Boninsoli, queste funzioni furono trasferite al dicastero per l'Agricoltura, suscitando non poche perplessità.
Ho l'impressione che il ritorno di Franceschini abbia rilanciato l'anima social del MIBAC - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo- anche se sarebbe opportuno che oltre ai musei, venisse dato maggior impulso anche agli archivi.
Intanto arriva puntuale anche quest'anno la Domenica di carta, una giornata di apertura straordinaria per archivi e biblioteche in calendario per il 13 ottobre 2019 .
Il programma? Ma c'è di tutto! Da un capo all'altro di Italia, come cantava la Carrà, da Trieste in giù, mostre di documenti inediti, commedie in dialetto, concerti, ricerche genealogiche, tantissime iniziative per dilettare gli appassionati di storia e soprattutto per avvicinare il mondo degli archivi a chi proprio non li conosce!
L'elenco completo, Regione per Regione : qui!


12 settembre 2019

Fiume cent'anni dopo.




Chi erano quei giovani che seguirono D'Annunzio?
Cosa li spinse a disertare, a mentire ai loro superiori, ci fu pure chi si appropriò addirittura di un sommergibile , per accorrere dietro al Vate?Erano esaltati o patrioti sinceri?
Sicuramente per conoscerli meglio ci possono aiutare gli atti processuali che li riguardano in quanto "disertori fiumani" o in alternativa "legionari dannunziani", come leggiamo nei fascicoli del Tribunale Militare Marittimo di Pola.

28 agosto 2019

L'Arsenale Militare di La Spezia compie 150 anni.


In rete le Perizie del Genio Militare.

Era il 28 agosto del 1869 quanto fu inaugurato l'Arsenale Militare Marittimo di La Spezia: già prefigurato da Napoleone, il progetto fu ripreso dal Cavour ed ebbe quale ideatore il tenente colonnello del Genio Militare Domenico Chiodo.

L'Arsenale delineò la nuova fisionomia della cittadina del levante ligure: terreni coltivati, accessi al mare, corsi d'acqua, case, mulini, vennero incamerati nel perimetro della grande opera, che doveva servire alla Marina Militare del Regno di Italia, ovvero di Casa Savoia.
La Spezia conobbe nel giro di pochi anni una vertiginosa crescita demografica, da un capo all'altro d'Italia infatti arrivarono gli operai , i cosiddetti "arsenalotti" e per dare alloggio ad essi e alle rispettive famiglie fu costruito il quartiere "Umbertino", cosi chiamato perché inaugurato nel 1889 dal Re d'Italia Umberto I.
Cancellato dalla costruzione dell'Arsenale, il volto originario di La Spezia però non è andato del tutto perduto, perché lo ritroviamo nelle perizie che furono redatte per gli espropri necessari all'acquisizione dei terreni privati.
Questa documentazione, prodotta per conto della “Direzione Straordinaria per i Lavori Marittimi” del Genio Militare, è rappresentata da una descrizione analitica dei terreni, accompagnata dalla corrispondente mappa di riferimento. Ogni perizia è accompagnata dal relativo decreto d'esproprio emanato dal Sottoprefetto del Levante, istituzione che all'epoca era  a capo della Città, quantunque subordinato al Prefetto di Genova.  
Confluita nel fondo archivistico della Prefettura di La Spezia, le Perizie del Genio Militare sono conservate presso l'Archivio di Stato di La Spezia e sono accessibili in rete(previa disponibiltà di un software aggiornato!)

2 agosto 2019

Archivi memoria di tutti. Le fonti per la storia delle stragi e del terrorismo.

Nell' aprile 2014 la Direttiva Renzi dispose il versamento anticipato agli Archivi di Stato  degli atti prodotti dagli uffici statali inerenti i tragici episodi di terrorismo  che hanno insanguinato la storia recente della nostra Repubblica :dall'Italicus alla vicenda di Ustica,  alla strage di Bologna, del 2 agosto di 39 anni fa.
Di fatto negli Archivi di Stato  deve ancora essere versato e quindi  reso disponibile alla consultazione  molto materiale documentario, anche se sono trascorsi ben  cinque anni da quella disposizione.  
Più che tirare in ballo una trama di poteri occulti, ho ragione di credere che l'ostacolo principale risieda nella scarsa disponibilità di spazio che affanna gli archivi storici in generale.
Segnalo dunque volentieri un contributo scientifico della Soprintendenza Archivistica dell'Emilia Romagna, il cui impegno non solo ha "battuto"in anticipo la direttiva Renzi, trae  origine infatti  dal convegno «Archivi negati, archivi 'supplenti': le fonti per la storia delle stragi e del terrorismo» tenutosi a Bologna il 13 giugno 2011, ma si è pure tradotto  in un prezioso e-book liberamente scaricabile Archivi memoria di tutti. Le fonti per la storia delle stragi e del terrorismo.

26 gennaio 2019

Ius sanguinis: la cittadinanza negli archivi storici.

Dello ius soli  si è parlato molto nelle stagioni passate, ma il conseguimento della cittadinanza italiana, è un processo ampio che interessa pure i discendenti di italiani che sono emigrati all'estero, anche in un passato alquanto remoto. Pur ignorando i singoli dettagli burocratici,  ho capito che quello che conta è attestare la continuità della discendenza con il proprio antenato che aveva la cittadinanza italiana.
Gli Archivi di Stato, ma anche quelli dei Comuni, gli archivi capitolari ricevono quotidianamente email da persone che vivono in America Latina, relative a ricerche anagrafiche finalizzate all'ottenimento della cittadinanza italiana.

19 dicembre 2018

Portale Europeo degli Archivi - Archives Portal Europe

Quando ho curato il sito dell'Istituto in cui lavoro, ho inserito tra i link d'interesse quello relativo ad Archives Portal Europe, ovvero il portale che consente la ricerca attraverso documentazione archivistica conservata nelle diverse realtà del vecchio continente.
Personalmente, lo confesso,  non ricorro a questo portale per ricerche, ma mi capita di consultarlo in modo un po' ozioso, insomma per  curiosità, quindi non ne sfrutto al meglio le potenzialità.
Pur apprezzando moltissimo il progetto, posso solo immaginare lo sforzo che hanno  profuso i colleghi che vi hanno lavorato, trovo opportuno evidenziarne i limiti che ho riscontrato.
Intanto il portale è poco conosciuto,  poco considerata pure dagli stessi addetti ai lavori, figuriamici poi i profani di archivistica!
In effetti la consultazione, a mio giudizio, non è comunque agevole e mi pare che l'utilizzo delle ricerche tenda a dare alternativamente o un numero troppo elevato o al contrario troppo esiguo di risultati e in quest'ultimo caso, ho ragione di credere che il problema sia di carattere "periferico".
Inoltre è un peccato che la sezione Featured Documents, annoveri solo una trentina di immagini di pregio, alcune corredate di dettagliate note storiche e archivistiche, altre messe lì un po'così, a sfoggio del documento antico, che senza trascrizione paleografica e commento diplomatico perde molto del suo fascino. 
Quest'ultimo aspetto si giustifica tuttavia alla luce del fatto che il portale non nasce con lo scopo di valorizzare la documentazione, quanto di guidare le ricerche attraverso diversi ambiti nazionali.
L'idea di fondo, di poter navigare attraverso gli istituti di conservazione, i fondi, gli strumenti di ricerca archivistici di tutta Europa, è bellissima! E anche dal punto di vista di un archivio, anche minore,  essere presente in una rete europea, favorisce l'incontro con un'utenza altrimenti irraggiungibile, sarebbe pertanto auspicabile un impegno più incisivo delle istituzioni archivistiche nazionali per portare avanti questo lodevole  progetto.

Archives Portal Europe

8 dicembre 2018

Una grande azienda, un grande fotografo e una piccola storia.

Sono stata di recente alla presentazione del volume Gli stabilimenti meccanici Odero Terni - attraverso la macchina fotografica di Rodolfo Zancolli 1927 - 1929,  evento che si è tenuto giovedì 22 presso lo stabilimento "Leonardo Sistemi di Difesa" (ex Oto Melara) a La Spezia.
La pubblicazione nasce dall'impegno dell'Associazione Museo della Melara nel recuperare un sostanzioso album di fotografie risalenti agli anni 1927 - 1929, opera del grande  fotografo spezzino Rodolfo Zancolli. Un album di fotografia industriale dunque, il cui restauro eseguito da Stella Sanguinetti ha restituito  l'immagine di un'azienda storica, durante delicati passaggi societari:quella che nel 1905 era la Vickers Terni, nel 1927 diventa Odero Terni, Società per la Produzione di Natanti, Macchine Utensili e Armamenti. Di lì a poco, nel 1929, ulteriori fusioni societarie si costituirà la Società per la Costruzione di Navi, Macchine ed Artiglieri Odero Terni Orlando. 
Il complesso lavoro di ricerca coordinato dall' archivista  Alessandra Vesco, ha interessato  l'Archivio Storico dell'Oto Melara e inoltre l'Archivio di Stato della Spezia. In quest'ultimo istituto è stato rintracciato un fascicolo tratto dal fondo Tribunale civile e penale della Spezia, relativo a una vicenda di un ingente furto di tessuto pregiato, detto "pela d'uovo", perpetrato ai danni della Società Terni nel lontano 1927.

8 ottobre 2018

Domenica di Carta 2018


Domenica 14 ottobre si celebra la Domenica di Carta 2018, ovvero l'apertura straordinaria di archivi e biblioteche, un evento che di traduce concretamente in mostre, conferenze, visite guidate, reading etc.

11 settembre 2018

Giornate Europee del Patrimonio 2018

Sabato 22e domenica 23 settembre si terranno in tutta Italia le Giornate Europee del Patrimonio 2018 ,che all'insegna del tema : L'Arte di condividere , propongono eventi culturali in luoghi di proprietà statale e non.
Sul sito del Ministero peri  Beni e le  Attività culturali è già presente l'elenco, in corso di implementazione, delle iniziative previste:mostre, visite guidate, concerti, aperture straordinarie di luoghi chiusi al pubblico etc. 
Com'è prevedibile i musei fanno la parte del leone, ma anche archivi e biblioteche partecipano all'appuntamento, cogliendo l'occasione per presentare i loro tesori anche a un pubblico di non addetti ai lavori.

14 maggio 2018

Archivi che emigrano all'estero

Cattedrale Cristo Re - La Spezia
Venerdì 4 maggio è stata inaugurata una mostra presso lo spazio espositivo LAS liceo artistico statale V. Cardarelli di La Spezia dedicata alla Cattedrale Cristo Re
L'edificio ha una storia lunga e complessa, iniziata addirittura negli anni '30 del secolo scorso e poi riavviata nel dopoguerra con l'affidamento dei lavori nel 1959 agli architetti Adalberto Libera e Cesare Galeazzi. Il primo era un nome di spicco nel panorama italiano, docente universitario che si muoveva tra Roma e Firenze , l'altro invece, piemontese trapianto alla Spezia , gli viene affiancato per condurre il dialogo con le istituzioni civili e religiose locali.  
Se non che nel 1963 Adalberto Libera muore e  quell'opera  quanto meno singolare, un po' simile a un disco volante o a una pentola a pressione, a seconda dei punti di vista,  ha già sollevato clamori e proteste, articoli di quotidiano, prese di posizione illustri etc., ma tocca Cesare Galeazzi condurre a termine il progetto, renderlo insomma esecutivo e solo il 3 maggio 1975 si arriverà alla cerimonia di consacrazione per la Cattedrale di La Spezia. 
Galeazzi  inoltre con l'incarico di Architetto dell'Opera della Cattedrale, continua nei decenni successivi a coordinare una serie di pertinenze relative all'edificio sacro, tra le quali un salone per le conferenze, la cripta per i vescovi, ricavata in un  tunnel di protezione antiaerea, il sagrato. 
Cesare Galeazzi muore nel 2006, all'età di 92 anni, dopo una lunghissima carriera nella città ligure, in cui egli ebbe il vanto di iscriversi con il numero 1 presso l'albo degli architetti nel lontano 1942.
Nel 2007 la famiglia Galeazzi decide generosamente di donare tutto il corpus documentario del professionista, vale a dire, lettere, progetti, fotografie, disegni etc. al locale Archivio di Stato della Spezia, quindi la testimonianza documentaria è  a disposizione della collettività, del territorio, della città in cui Galeazzi ha vissuto e lavorato!
L'archivio di Adalberto Libera invece ha avuto ben altro destino, infatti nel 1996, quindi ben 33 anni dopo la sua morte , è stato annoverato patrimonio documentario Museo nazionale d’arte moderna del Centre Pompidou di Parigi, un istituto prestigioso certo, anzi prestigiosissimo, tuttavia personalmente resto perplessa innanzi al fatto che archivi prestigiosi prendano la via dell'espatrio.
Certo vuoi mettere un istituto culturale di una delle più belle città del mondo, con un ufficio statale di una provincia?
Ci sono casi di altri importanti archivi che sono usciti dall'Italia in seguito alla morte del rispettivo soggetto produttore(nota): anche l'archivio di Antonio Tabucchi è a Parigi, mentre l'archivio di Claudio Abbado è finito a Berlino.
Ha sbagliato il nostro Paese a farseli sfuggire? Certo i parenti alla fin fine sono liberi di disporre come meglio credono dell'eredità anche cartacea, tuttavia personalmente non posso che considerare con gratitudine a chi pensa prima al proprio Paese, anzi, come nel caso di Galeazzi alla comunità a cui tanto di ha dato in vita, ma dalla quale si è anche ricevuto in termini di prestigio e ricchezza.
Mostra dedicata alla Cattedrale Cristo Re - LAS -Spazio Espositivo Istituto V. Cardarelli - La Spezia
Nota
Soggetto produttore - tratto da Lombardia Beni Culturali Glossario Archivi Storici
"L'ente, la famiglia o la persona che ha posto in essere, accumulato e/o conservato la documentazione nello svolgimento della propria attività personale o istituzionale" (ISAD, Glossario).
Ogni archivio ha un proprio soggetto produttore. Ad un fondo archivistico possono corrispondere uno o più soggetti produttori che hanno nel corso della sua storia contribuito alla sua formazione, organizzazione e ordinamento.
Le relazioni tra complesso archivistico e soggetto produttore sono definite al livello di descrizione più opportuno per rappresentarle in modo efficace.

17 febbraio 2018

Il mio bisnonno Ottavio era un ragazzo del '99

La più importante  risorsa digitale per la memoria della Grande Guerra  è senza dubbio il portale 14-18 curato e diretto dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico ,alla cui realizzazione hanno contribuito numerose realtà culturali, da un capo all'altro del Paese.
Data la ricchezza dei contenuti, spero che il progetto stia riscontando la visibilità che merita, quantunque a tale proposito nutro qualche dubbio, vista la debolezza del MiBACT nel promuovere le risorse archivistiche disponibili in rete.
Il portale dunque presenta contenuti digitali relativi a album fotografici, libri, opuscoli, materiale di propaganda, diari, cartoline, manifesti e molto altro ancora.

8 febbraio 2018

Consultabilità a scopi storici degli archivi correnti

La questione è sorta nel corso di un colloquio in sala studio, parlando con uno studioso della possibilità accedere di documentazione  che non è stata versata in Archivio di Stato.
Se la documentazione non è ancora stata versata all'Archivio di Stato competente, la responsabilità della medesima fa capo all'Ufficio Statale.
A tale proposito infatti il  D.Lgs. 42/2014 - Codice dei Beni Culturali dispone all'articolo 124 in merito alla Consultabilita' a scopi storici degli archivi correnti 
1. Salvo quanto disposto dalla vigente normativa in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali disciplinano la consultazione a scopi storici dei propri archivi correnti e di deposito (nota ).  
2. La consultazione ai fini del comma 1 degli archivi correnti e di deposito degli altri enti ed istituti pubblici, e' regolata dagli enti ed istituti medesimi, sulla base di indirizzi generali stabiliti dal Ministero. 

Sintetizzando : sappiamo che è distinto l'accesso agli atti amministrativi, da quello espressamente previsto per finalità storiche, quindi un conto è se chiedo a un Ufficio l'accesso agli atti relativi a un concorso, finalizzato ad esempio a vedere se la mia prova è stata corretta con pertinenza, altra cosa se sto lavorando a una ricerca per una tesi di laurea.

29 gennaio 2018

Una tesi di laurea in archivio?per iniziare.

Una tesi di laurea in archivio? Perché no?! 
Forse qualcuno  preferirebbe  dire tesina di laurea o nel caso  tesi per la laurea triennale ,insomma comunque sia l'impegno richiesto, si tratta di una ricerca condotta in ambito universitario, che deve corrispondere a criteri di scientificità e originalità.
Certo se la Storia è la disciplina che ha una corsia preferenziale negli studi di tipo archivistico, tuttavia seguendo questo percorso si possono redigere anche  tesi per una laurea in architettura, in giurisprudenza, storia  dell'arte etc.
Forse non tutti sanno che l' istituto archivistico in cui far ricerca non deve essere necessariamente un Archivio di Stato, l'oggetto dell'indagine  potrebbe infatti  indirizzare verso l'archivio storico di un ente pubblico, oppure  verso l'archivio storico di una grande azienda , o di un ordine professionale, di un partito etc.
Io ho l'esperienza di lavoro in un Archivio di Stato e non di rado in sala studio  vedo arrivare gli studenti su indicazione del docente universitario, il quale ha affidato loro un argomento molto generico.

15 gennaio 2018

Gattinoni - la mia borsa e il fondo archivistico

Lei è mia!!!
La borsa della foto fu un colpo di fulmine, credo di averla acquistata nel 2008 e quel motivo mi è piaciuto così tanto che i seguito mi sono presa pure il foulard e una piccola tracollina!
E così spulciando  consultando il portale, un po' datato per la verità SAN - Archivi della Moda del Novecento, seguendo il percorso relativo ai Soggetti aderenti trovo anche Gattinoni!
Cliccando sul logo sia apre scheda che narra la storia della celebre casa di moda, ne ripercorre episodi salienti, legati ad alcune indimenticabili protagoniste del xx secolo, da Eva Peron, a Liz Taylor a Jackie Kennedy! E devo proprio riconoscere che leggendo alcuni aneddoti, mi è proprio venuta la curiosità di saperne di più!

In fondo alla pagina dedicata alla narrazione prettamente storica, si incontra il collegamento al Dettaglio del complesso archivistico, quindi una scheda che tra le altre informazioni riferisce quella relativa alla consistenza del fondo archivistico, vale a dire il quantum di cui si compone.

10 gennaio 2018

Fotografie libere negli archivi - la riproduzione con mezzo proprio


Nell'agosto del 2017 il nostro Parlamento ha approvato  ddl Concorrenza , la Legge n. 124/2017 che tra le varie misure introdotte, una riguarda in modo speciale i beni culturali di natura archivistica  , ovvero  la modifica dell'articolo 108 del Codice dei beni culturali(D. Lgs. n. 42/2004). 
La novità era nell'aria da tempo, grazie al paziente lavoro di informazione  e sensibilizzazione condotto dal movimento Fotografie libere per i beni culturali
La nuova disciplina consente agli utenti degli Archivi impegnati in una ricerca senza scopo di lucro  di  scattare  fotografie con proprie fotocamere, smartphone o altri mezzi,  che non comportino il contatto diretto con i documenti (come gli scanner portatili ) e senza l’uso di flash e treppiedi.
Chi ha dimestichezza con la realtà degli Archivi di Stato sa che fino a qualche mese fa per fare le fotografie era necessario presentare un'apposita domanda alla Direzione dell'istituto per avere l'autorizzazione e quindi ....pagare! 

Il Milite Ignoto